La conversazione
(ovvero: un paio di cosette che è opportuno conoscere prima di diventare Presidente degli Stati Uniti)


X: Buonasera. Le sono sinceramente grato per aver accettato di venire a questo incontro nonostante i suoi innumerevoli impegni.
P: Sono a sua disposizione... Potrebbe dirmi il suo nome, se non le dispiace?
X: Mi chiami pure John.
P: ...John?... Ok...
X: Gradisce qualcosa da bere?
P: Ehm... bourbon, grazie.
X: (prende una bottiglia, due bicchieri e serve il liquore) Dunque... veniamo a noi! Lei è in politica da un bel po' di anni e credo sarà abituato a trattare le questioni più... mmh... delicate in conversazioni informali come questa...
P: ...Ma si, certo... Ma, la prego, venga pure al punto...
X: Bene!... Però, prima di comunicarle la ragione di questo colloquio, vorrei mettere in chiaro un paio di cose... (pausa di riflessione) Credo che lei si renda conto che esistono alcune questioni relative al governo di una grande Nazione che non è opportuno divulgare al livello di massa...
P: Ma certo, ne sono assolutamente convinto... Sono piuttosto abituato a questo genere di riunioni, sa? Ma vada pure avanti...
X: Perfetto! Sento comunque il dovere di avvertirla che questa conversazione toccherà argomenti che potrebbero seriamente turbarla...
P: Mi creda, ne ho viste e sentite così tante in oltre trent'anni di carriera politica che... beh, direi che se mi fossi lasciato impressionare... oggi certamente non sarei qui!
X: Già... già... Bene!... E infatti è da un po' di tempo che osserviamo gli sviluppi della sua carriera, lo sa?
P: Ah!... Davvero? E... perché?
X: Perché riteniamo che in questo Paese ci sia un gran bisogno di persone come lei!
P: Oh...!
X: Sa, le malelingue sostengono che l'appartenere ad una rispettabile e antica famiglia del New England e l'aver studiato a Yale facilitino un tanti nello le carriere politiche... Ciononostante noi riteniamo che lei abbia pienamente meritato la posizione che occupa oggi.
P: (annuisce soddisfatto)
X: A proposito... Ci è giunta voce che è intenzionato a presentare la sua candidatura nella corsa per la presidenza...
P: Ah, interessante...! Come corrono le notizie! Era solo un'idea che ho condiviso con alcuni amici... Come ha fatto a saperlo?
X: Abbiamo i nostri canali... Ad ogni modo, a quanto ci risulta, in questi ultimi anni lei ha dimostrato una notevole abilità nel destreggiarsi tra i molti tranelli e scandali di cui è ricca la giungla politica di questo Paese, e le assicuro che non è poco!
P: Mah!... Che le devo dire... normale amministrazione...
X: Non faccia il modesto! Lei ha saputo effettivamente costruirsi una buona reputazione di persona onesta e sincera presso il suo elettorato, non crede?
P: Non ho fatto che il mio dovere! La ringrazio, comunque...
X: Che poi tutto ciò corrisponda a verità – glielo devo dire – non è molto importante per noi... se non a livello pubblico.
P: Come non è importante! Le assicuro che ho sempre tentato, per quanto possibile – è chiaro – di agire nell'interesse del Paese...
X: Nessuno lo ha messo in dubbio, caro senatore. Ad ogni modo, purtroppo, questa sua ultima affermazione mi fa sospettare che lei non abbia – come dire – pienamente afferrato lo scopo di questa nostra conversazione...
P: La prego, non mi tratti come un principiante! E' ovvio che mi renda conto che “interesse del Paese” è un concetto molto relativo. Il fatto è che esistono alcune priorità che talvolta si scontrano con i pur legittimi desideri del popolo; spesso il compito di noi politici è solo quello di scegliere il male minore... Ma non mi faccia dire delle ovvietà! Se lei rappresenta chi penso io, non ha certo bisogno di lezioni di politica!
X: Giusto! Vedo che cominciamo a intenderci... Solo che io non rappresento chi pensa lei...
P: Come fa a dirlo, conosce i miei pensieri?
X: Forse no, ma il suo atteggiamento mi dice che lei, tutto sommato, è convinto di agire per il meglio ed è orgoglioso di contribuire al benessere della sua nazione, sorvolando sugli aspetti negativi o poco chiari della politica, mi sbaglio?
P: No, non sbaglia... è proprio così! E allora?
X: E allora le dico che io sono qui per informarla che dietro la facciata di cartapesta delle istituzioni ufficiali e dei futili intrighi del sottobosco politico, esiste un altro mondo, dove si fa tutto un altro gioco... Lei ha sicuramente creduto di intuire da quale livello è partita la sua convocazione, altrimenti, data la sua posizione, non avrebbe certo accettato di presentarsi a questo colloquio, non è così?
P: Mmm... Si...!
X: Bene! È quindi mio dovere informarla che Il livello a cui lei ora si trova è un tantino più elevato di quello che crede! Questo è il livello di chi agisce dietro la facciata, di chi opera nella realtà! Ma, la prego non mi faccia anticipare i tempi, perché prima di andare avanti ho bisogno di conoscere le sue intenzioni... Le comunico che lei sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti d'America, per due mandati, e le chiedo ufficialmente di accettare l'incarico!
P: Cosa…!? Sta scherzando? Presidente de... Ma... ma era solo un'idea; in realtà non ho ancora deciso... E poi non mi risulta che si divenga presidente per nomina dall'alto! Certo, lo sappiamo come funziona in queste cose... senza un appoggio politico o economico...
X: Appunto...
P: Ma, siamo seri... esiste comunque un certo margine d'incertezza... Così, me lo lasci dire... sarebbe troppo facile!
X: Facile ma non stupido... Preferirebbe sottoporre la scelta di una carica così rilevante agli umori passeggeri di una massa di idioti?... Per favore, non mi faccia perdere tempo facendo il finto tonto! Lei non è ingenuo fino a questo punto! Mi creda, sappiamo già tutto di lei... ma abbiamo comunque bisogno del suo consenso! E per andare avanti lei deve affermare formalmente che accetta l'incarico, altrimenti il nostro incontro termina qui e lei continuerà a fare il senatore del New Hampshire in tutta tranquillità... e quest'incontro non sarà mai avvenuto! Inoltre è mio dovere avvertirla, signor senatore, che dal momento in cui accetterà questo incarico, la sua vita imboccherà una strada da cui non c'è ritorno. Ciò significa che le informazioni che sto per darle non le consentiranno di sottrarsi, in alcun periodo futuro, alla parte che da qui in poi dovrà sostenere.
P: Si, si, capisco... ma... se le informazioni che lei mi darà mi facessero poi cambiare idea...?
X: (sguardo eloquente) Mi spiace, ma non esiste questa possibilità!
P: (annuisce pensieroso) ...Vedo...!
X: Deve decidere... e deve farlo ora!
P: Però... se non accettassi, potrei candidarmi ugualmente per le primarie...
X: Certamente... ma non le vincerà!
P: ...già... non le vincerò! (fa una pausa per riflettere)
X: ...Allora?... cos'è che l'angustia?
P: Mah... speravo solo che non si fosse arrivati a questo punto... anche se ne avevo il sospetto.
X: Già… Che bel mondo sarebbe quello in cui si potessero delegare al popolo le scelte, vero?... Ma, mi creda, non funzionerebbe comunque. Si è mai chiesto perché sulle navi la rotta non viene decisa dall'assemblea dei passeggeri?
P: ...E va bene! Ma perché proprio io?
X: Le potrei dire che altri hanno già rifiutato... ma non è così. Vede, lei risponde a determinati requisiti... sui quali per adesso non intendo soffermarmi. Sappia, però, che abbiamo talvolta ritenuto utile far vincere le elezioni ad alcuni personaggi che non avevano la benché minima idea di quello che stavano facendo – poveri idioti ai quali sarebbe stato troppo rischioso rivelare i nostri piani... può facilmente indovinare a chi mi riferisca... Come avrà capito non è questo il suo caso. Peccato che le persone come lei siano proprio quelle che in passato ci hanno dato i più grossi grattacapi. Voglio perciò metterla in guardia già da ora sulla tentazione di prendere iniziative personali che ci costringerebbero a porre in atto provvedimenti drastici nei suoi confronti. Dovremo essere certi che lei sia convinto di dover stare sempre dalla nostra parte... capisce quello che intendo? Ma la prego, per il momento, di non farmi ulteriori domande in proposito...
P: Quindi, se volete proprio me, potrei tentare di... alzare la posta...
X: A si? E in quali termini?
P: Beh... non certo in termini economici... Il denaro in questi casi è l'ultimo dei problemi... Autonomia operativa, direi... Che margini avrei?
X: Ed ecco che parla di nuovo il politico!... Ma, la prego: non divaghiamo! Mi ascolti bene ora: occorre che lei si renda conto che una volta oltrepassata una certa soglia, il mondo che oggi tanto l'appassiona le apparirà come un sogno popolato da ombre... e In quell'ambito avrà certamente ampio margine di movimento. Ma nel mondo reale... intendo nel mondo operante nella vera realtà, avrà sicuramente dei limiti ben precisi. Ciononostante le stiamo offrendo qualcosa che per una mente curiosa e speculativa come la sua – ne sono certo – vale anche più della libertà: lei avrà la Conoscenza!
P: (riflette a lungo) A questo punto... temo di non avere scelta...
X: Accetta?
P: ...Si...
X: Sia più chiaro!
P: Accetto la carica di Presidente degli Stati Uniti d'America. Devo firmare qualcosa?
X: Non è necessario. Deve solo sapere che in questo momento lei ha attraversato un confine; qui le scartoffie non hanno alcun valore e la sua parola rimarrà stampata nella cronaca universale per il resto dei tempi... e questo vale più di qualsiasi firma.
P: Ok, sta bene!... Comunque, visto che ormai ho... venduto l'anima, credo che possiamo procedere... La ascolto!
X: Perfetto! Dunque... tanto per farle capire lo schema generale, ricorrerò alla metafora del teatro; non corrisponde completamente, ma come introduzione può aiutare.
P: Se la risparmi pure, la conosco quella storia!
X: E allora me la racconti... prego...
P: È il cosiddetto 'teatro della politica', dove si svolge una rappresentazione ad uso e consumo di quelli che ci cascano. C'è un dietro le quinte, un copione e un produttore che simboleggiano i vari poteri più o meno occulti... è una cosa piuttosto risaputa, mi creda!
X: Esatto! Però... lei sa cosa è scritto nel copione, sa chi produce lo spettacolo, e, soprattutto, perché, e da quanto tempo?
P: Allude forse all'apparato militare-industriale di cui aveva parlato nel 1960 il presidente Eisenhower, alla fine del suo secondo mandato?
X: Già, povero Ike! Alla fine una piccola soddisfazione personale se l'è voluta pur prendere! Ma sapevamo tutti che quelle dichiarazioni dirompenti non avrebbero spostato una virgola, così come è stato.
P: È questo dunque il vasto margine operativo che avrò quando sarò... in teatro?
X: Dipende, un poco d'improvvisazione è anche ammissibile, ma occorre sempre stare attenti a quel che si fa e si dice. Qualche presidente, però, ha voluto strafare...
P: Kennedy?
X: Si, Kennedy, ed anche altri; ma nel suo caso faceva parte del piano. Quando è stato eletto... cioè, nominato, era già deciso che sarebbe morto a quell'ora, ucciso proprio nella Dealey Plaza di Dallas – un luogo dal valore simbolico – perché già sapevamo che cosa avrebbe combinato durante il suo mandato. Poi, però, dovemmo eliminare anche il fratello perché, con il consenso popolare che si era conquistato, non saremmo stati in grado di fargli perdere le elezioni. Meglio prevenire che curare! Qualcosa del genere dovemmo farla anche con Henry Wallace, nel '44. Pochi si ricordano di lui...
P: Non era stato il vicepresidente di Franklin Delano Roosevelt per i primi tre mandati?
X: Esatto, ed era anche molto amato dal popolo per le sue posizioni pacifiste e progressiste e, visto che Roosevelt, già malato, opportunamente visse solo altri 83 giorni dopo la sua quarta rielezione, sarebbe stato lui il presidente per almeno quattro anni, cambiando la storia: e questo non potevamo proprio permettercelo! Grazie alla sua popolarità, Wallace aveva la schiacciante maggioranza dei delegati a suo favore durante la Convenzione Democratica del '44: avrebbe vinto sicuramente! Per impedire questo disastro, fummo perciò costretti a impedire l'ingresso dei delegati a lui favorevoli al momento dell'ultima votazione – un'operazione in emergenza alquanto maldestra, devo ammetterlo... Ma il popolo bue digerì anche questa!
P: Infatti fu Harry Truman ad ottenere la nomina... È considerato un grande presidente, comunque.
X: ...Già, un grande presidente... Potere della propaganda! Era solo un poveraccio portato avanti a spintoni... una 'testa di legno' semisconosciuta che avrebbe realizzato i nostri piani negli anni seguenti senza fiatare, bombe atomiche, guerra fredda e tante altre cosette comprese. Come vede noi programmiamo le cose con un certo anticipo...
P: Si tratta della famosa “realpolitik”, vero? Beh, se così stanno le cose, allora dovreste già sapere tutto quello che farò io nei prossimi anni!
X: Si e no; come le ho testé raccontato non è così semplice: è come per un fiume, che può essere deviato per una parte del suo percorso, ma che poi, inesorabilmente, rientra nel suo letto. Si possono costruire argini, controllare in qualche modo le piene... insomma, lo si può governare ma non fermare. E questo è ciò che noi facciamo: governiamo il percorso storico dell'umanità. È da ingenui pensare che la Storia sia una sequenza più o meno casuale di avvenimenti, frutto della volontà di questo o di quel personaggio. Sulla Storia si interviene continuamente per tenerla sotto controllo e perché si arrivi ad una certa meta senza troppi incidenti. E ci sono dei punti nodali che vanno affrontati con la massima lungimiranza.
P: Mi sta dicendo che esiste una meta a cui siamo destinati?
X: Non una sola meta, ma una serie di passaggi obbligati... come una pista cifrata di cui, alla fine, si scoprirà il disegno complessivo.
P: Ma si può intuire già adesso che tipo di disegno si stia formando?
X: Si può intuire con buona approssimazione... (blocca con un gesto l'ovvia replica di P) ma per comprenderlo occorre conoscere alcune cose... molte cose, ...sulla vera storia dell'umanità, su cosa è veramente l'uomo, da dove viene, con chi e con cosa deve interagire, e a quali livelli. A lei verrà comunicato tutto quanto è indispensabile per svolgere correttamente la sua parte in commedia... e niente di più... Ma le assicuro che non è poco... e, comunque, molte cose potrà capirle da solo.
P: Come nel caso delle Torri Gemelle? Sa, tutti noi politici non coinvolti abbiamo capito che si trattava in realtà di una sofisticata operazione di intelligence. Ma abbiamo anche capito che mai e poi mai avremmo potuto affermarlo in pubblico.
X: E secondo lei perché è stata fatta questa operazione?
P: Mi pare ovvio: per avere una buona scusa per andare in Medio Oriente, impossessarci del petrolio e così impedire ai cinesi di fare offerte più vantaggiose che avrebbero messo in difficoltà le nostre compagnie petrolifere.
X: Molto giusto! Peccato che questa sia solo la spiegazione di secondo livello. Vede, le nostre azioni sono protette da una serie di verità parziali; vale a dire che per un dato fatto esistono diverse spiegazioni a catena, tutte plausibili ma opportunamente fuorvianti. Perché? Perché le vere motivazioni non sarebbero capite e accettate dal gregge che stiamo governando, e, se anche lo fossero, il rivelare tali motivazioni implicherebbe il completo stravolgimento del castello di menzogne che abbiamo dovuto costruire per guidare senza troppe difficoltà le masse umane di questo pianeta.
P: Capisco bene che sarebbe stata dura far accettare agli americani e al resto del mondo il sacrificio di 2800 persone, più le altre migliaia di morti nelle guerre susseguenti! E per una causa così poco nobile, come il petrolio o il denaro!
X: E sarebbe stato anche del tutto inutile, come bluffare a poker giocando a carte scoperte!... E comunque le Torri Gemelle sono state, tutto sommato, un giochetto da ragazzi... Ma voi politici furbetti, lo sapevate che le cariche esplosive erano state posizionate già durante la costruzione?
P: Oh!... Addirittura!
X: Fu deciso così perché sarebbe stato troppo rischioso minare tre grattacieli mentre erano abitati; è per questo, e anche per rendere le esplosioni poco visibili, che il progetto prevedeva che le strutture portanti delle due torri principali fossero all'interno. Veramente una bella operazione, molto ben programmata...
P: Si, un grande spettacolo in diretta mondiale! Peccato per alcuni errori, come l'aereo contro il Pentagono...
X: Nessun errore, caro senatore! Una serie di azioni contraddittorie sono state messe in atto a bella posta: era necessario che chi di dovere capisse che Il paese che intende governare il mondo non si fa mettere in scacco da quattro scalzacani! E chi lo avesse capito non avrebbe comunque potuto parlarne apertamente, perché doveva anche sapere che l'America fa quello che vuole, quando vuole, come vuole, e non permette a nessuno di dire: 'il re è nudo'!... Si è trattato comunque di normale amministrazione... La seconda guerra mondiale, quella si ha richiesto un lavoro preparatorio veramente complesso...
P: Mi sta dicendo che... non capisco...
X: C'è poco da capire! È stata un'operazione programmata, è ovvio!
P: Cinquanta milioni di morti! Frutto di... di pianificazione! Per quanto avessi sospettato che qualcosa non quadrava, devo ammettere che non sarei mai arrivato a tanto!
X: Vede, anche nel suo ambiente per così dire elitario, non possiamo permettere che certe informazioni delicate circolino liberamente... Ma visto che in futuro dovremo collaborare, è bene che lei cominci a rendersi conto di come stanno realmente le cose. La vita umana... o non umana... in questa dimensione ha solo un valore d'uso e non un valore assoluto, perché quei 50 milioni sarebbero morti lo stesso, prima o poi. Cosa conta presenziare questa dimensione per un anno, venti o cento, quando si sa che la vera vita è tutt'altra cosa e si dispiega su vari livelli per il corso dell'eternità!
P: Questo... questo può anche essere vero, ma... la sofferenza di quelli rimasti in vita, la devastazione di intere città... i feriti...?
X: Ha osservato bene il pianeta in cui vive? E' tutto un mangiarsi l'un l'altro, ad ogni livello. Qui la regola è questa e l'uomo non fa eccezione, tranne per il fatto che se ne accorge, se ne rende conto; e se non riesce a fare i conti con la sua vera natura si inventa di tutto per giustificare malattie, invecchiamento e morte. Ed ecco le religioni, le filosofie, la psicanalisi... Vede, l'uomo non è abbastanza stupido da poter essere aggiogato a un carro come un bue, ma non è neanche abbastanza intelligente da capire che a quel carro ci sta aggiogato lo stesso, solo con sistemi più raffinati, adatti a tutte le taglie di... di consapevolezza.
P: Anche alla sua?
X: Certo, con l'unica differenza che io – come il bue – so di essere aggiogato, perché accetto consapevolmente di sottostare alla Legge... intendo la legge che governa questo Universo... Comunque, si tranquillizzi, non le chiederemo certo di compiere azioni efferate; per fare certe cose lei non ha proprio 'le phisique du role'. Per fare un buon film occorre che l'attore abbia la faccia e il temperamento giusti per la parte assegnata, non crede?
P: ...E quindi avete assegnato la parte a Hitler durante una conversazione come questa?
X: Come le dicevo ci sono momenti nodali nella storia che richiedono interventi più complessi. Per quanto nel mondo delle favole a cui la maggior parte della gente è tanto affezionata, il presidente degli Stati Uniti sia considerato il depositario di un enorme potere, per noi è solo un impiegato governativo: un semplice portavoce che legge discorsi che altri scrivono e saluta quando scende dall'elicottero presidenziale: normale amministrazione per cui è sufficiente un accordo di massima con il candidato. Diverso è il discorso per un elemento come Hitler che va programmato nei minimi particolari e a sua insaputa. In questo particolare caso è stato necessario, per cominciare, indurre il padre a cambiare il suo cognome – 'Schickelgrueber' - con uno più adatto al mostro che il figlio doveva diventare. Lo sente? “Hitler”, è... è un colpo di pistola! Il bello è che il padre cambiò il suo cognome prima che il figlio nascesse... e se questa non è lungimiranza...! Se lo immagina? “Heil Schickelgrueber”! (ride) E' sicuro che con quel nome il ragazzo non avrebbe fatto molta strada!
P: (ride) È vero! È incredibile quanto un nome possa fare la differenza...
X: Per un attore un buon nome d'arte è fondamentale... e noi di queste cose, modestamente, ce ne intendiamo!... Dunque! Il personaggio era pronto ma andava seguito, protetto e indirizzato: abbiamo dovuto vegliare sulla sua vita a partire dalla rischiosa partecipazione in trincea alla prima guerra mondiale, per poi tenerlo al riparo dai numerosi attentati di cui era stato fatto oggetto, durante tutto il resto della sua brillante carriera, da parte di persone che non avevano la minima idea del gioco a cui stavano partecipando. Adolf Hitler era, in realtà, un semplice burattino dalla mente controllata, con la faccia e gli atteggiamenti giusti, mentre ben altri personaggi – gente a noi vicina – erano quelli che tiravano i fili.
P: Devo dire che avete corso un bel rischio! Potevate perderlo per un qualsiasi accidente...
X: Non proprio... è un po' complicato da spiegare, ma mettiamola così: si può essere in grado di scrivere sul libro del Destino...
P: Cioè sta dicendo...
X: (interrompe) La prego! Non è materia che per ora la debba interessare... Mi lasci finire... Per completare l'opera, occorreva creare anche un popolo disposto a partecipare ad un gioco tanto pericoloso; e così, a partire dalla metà del 19° secolo, si è lavorato sulla struttura sociale della Germania, introducendo nuovi metodi di insegnamento nelle scuole tedesche per instillare nei giovani il giusto imprinting che, negli anni seguenti, avrebbe dato alla Germania un popolo rinnovato disposto ad incendiare il mondo. Così preparati, i Tedeschi avrebbero sicuramente vinto la prima guerra mondiale, ma ciò non era nei piani, e, al momento buono, facemmo entrare nel conflitto gli Stati Uniti, con le conseguenze che sappiamo. La bruciante sconfitta e le successive, durissime sanzioni, hanno poi fatto da 'effetto fionda', infiammando la volontà dell'orgoglioso popolo germanico e inducendolo a cercare la giusta rivincita che lo avrebbe collocato al posto che gli spettava di diritto nella storia – o, almeno, questo era ciò che i tedeschi ritenevano di meritare. E il nostro bravo fantoccio – e il nazismo – hanno poi fatto la loro parte: in soli sei anni, e col nostro aiuto, hanno condotto il mondo dritto dritto alla seconda guerra mondiale... come da programma!
P: Accidenti! Ma... un lavoro tanto lungo e impegnativo... per ottenere poi cosa?
X: Credevo di essere stato chiaro! Si trattava di una svolta storica di enorme importanza per noi: niente di più, niente di meno! Dopo sono successe tante cose, come lei sa... Il vecchio progetto di creare lo stato di Israele, per esempio, ha avuto finalmente via libera grazie al plateale e programmatico sterminio degli ebrei, e, cosa più importante, gli Stati Uniti si sono beccati la medaglia di “grandi salvatori del mondo”, così rafforzando considerevolmente la loro centralità e conquistando il consenso generale per fare il bello e il cattivo tempo, ragione per cui oggi sono la carta più importante che stiamo giocando. Duecento anni fa' le nostre priorità erano altre... In effetti il ruolo degli Stati Uniti era stato programmato già a partire dalla cosiddetta 'scoperta' dell'America, e anche da prima. Non è un caso che per il mondo intero gli “Americani” siano in realtà solo gli statunitensi... e dal Messico alla Terra del Fuoco vengono chiamati “Los americanos”... Come vede noi lavoriamo su tempi molto lunghi, spesso dell'ordine delle migliaia di anni! P: Beh, adesso non esageri...
X: (fa un gesto d'insofferenza) Certo, capisco che è difficile abbandonare vecchie convinzioni sedimentate durante tutta una vita... Ancora!, quello che le chiedo è di rilassarsi e aprire la mente a un nuovo punto di vista... Dunque: l'America!... Quell'enorme continente ce lo siamo tenuto in caldo per più di 11.000 anni! Dopo che ne abbiamo inscenato la scoperta, ce ne siamo impadroniti facilmente poiché gli indigeni erano, tecnologicamente, mille anni indietro. Per ottenere ciò, abbiamo fatto una mossa molto semplice: dopo la grande catastrofe del 10.000 avanti cristo che ha distrutto mezzo mondo, abbiamo rimosso il cavallo da quelle terre. Questa semplice operazione ha rallentato di molto lo sviluppo delle civiltà autoctone, perché sapevamo che a un dato momento avremmo utilizzato quei territori sterminati, ricchi di risorse di ogni genere, per impiantarvi il nostro nuovo popolo, opportunamente privo di inutili tradizioni, con cui avremmo aperto la nuova fase storica, una volta esaurita quella degli imperi coloniali europei. Capisce adesso cosa intendo per programmazione di lungo termine?
P: ...E questo, immagino che includa anche tutto ciò che fece seguito alla Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti: tutti i nuovi, alti ideali democratici e libertari che hanno poi ispirato la Rivoluzione Francese... Sembrerebbe andare in controtendenza, no? Come funziona?
X: (sorride) Mio caro ragazzo, una svolta è una svolta; noi non facciamo le cose a casaccio! Oggi induciamo la gente a collaborare spontaneamente fornendo tutto l'armamentario buonista che ci consenta di indurre i buoi a tirare il carro per noi... come dicevo. Nel passato c'erano re, imperatori, dittatori che facevano ciò che volevano – e che volevamo – in santa pace. Oggi abbiamo l'impellente necessità di accelerare lo sviluppo tecnologico in una determinata direzione per delle ragioni che le spiegherò in seguito. Ciò comporta un certo incremento della consapevolezza delle masse che va tenuto sotto controllo, inderogabilmente. Con la cosiddetta democrazia noi siamo costretti ad imbastire sceneggiate più o meno credibili che ci garantiscano l'approvazione della maggioranza della popolazione – quella più manipolabile – per fare esattamente ciò che facevamo prima.
P: Guerre?
X: Si, ma non solo: crisi finanziarie, provvedimenti economici fallimentari spacciati per necessari, leggi restrittive delle libertà in nome della sicurezza nazionale... Si può fare di tutto, con una buona scusa... Il 40 per cento disapprova? Non ci interessa, il Popolo ha deliberato! E se avviene che in qualche paese secondario si eleggano governi a noi sgraditi operiamo con le buone o con le cattive perché la cosa non duri a lungo, e non ci mancano certo i sistemi per farlo. È così perché abbiamo tutti i mezzi d'informazione di massa al nostro servizio e, soprattutto, perché abbiamo il controllo della medesima tecnologia che ha comportato l'insorgere del problema. Ci ha fatto caso? Le automobili sono grosso modo le stesse da più di cento anni, gli aeroplani, da settanta, i missili volano ancora secondo gli stessi principi delle V2 di Von Braun... Ma cosa mi dice dei computer, dei televisori, dei telefoni? Non c'erano arrivati neppure i pur bravi scrittori di fantascienza degli anni cinquanta, e questo perché non immaginavano che la tecnologia non viene inventata, viene rilasciata... da noi che abbiamo un piano! ...E se capita che qualche geniaccio s'imbatta in una scoperta non approvata... e che noi abbiamo già, ebbene, sappiamo come comportarci! La verità è che stiamo diffondendo tecnologie che sembrano unire gli uomini, mentre in realtà li isolano e li addormentano, perché non possiamo permetterci il lusso di perdere il controllo, e per questo è necessario che le pecore rimangano tali, altrimenti si perderebbero in un troppo vasto mondo che in realtà non conoscono. Lo sa cosa succede a un animale vissuto in cattività, se viene liberato?
P: ...Capisco... Ma... ma lei continua a dire 'noi facciamo questo, noi facciamo quello'... Avrebbe la compiacenza di dirmi chi voi siete!?... La Massoneria di alto rango, suppongo! È noto, per esempio, che dietro la Rivoluzione Francese agisse...

X: (interrompendo) Ah ah... sapevo che presto ci sarebbe arrivato! ...La massoneria, caro senatore, è una spiegazione di terzo livello, oltretutto ormai piuttosto usurata. È vero che questa organizzazione – che è molto segmentata – opera dietro a tanti avvenimenti, curiosamente giudicati quando positivi, quando negativi. Ma quali e quante entità agiscono dietro lo schermo della Massoneria? E chi c'è dietro a chi è dietro alla Massoneria? Ma qui entriamo in una questione molto delicata... Vede, noi non siamo la sola istanza che opera su questo pianeta... Ci sono potenti forze a contrasto che conducono il loro gioco e di cui dobbiamo tenere conto: è una complessa partita a scacchi la cui posta è il controllo dell'umanità... e non solo...
P: ...E voi... noi, siamo i buoni?
X: (ride) Ma certo! Come chiunque altro che racconti la propria impresa, non crede? Si tolga dalla testa una volta per tutte queste ridicole ingenuità! La posta in gioco è, come ho detto, l'umanità! ...Ma si tratta dell'umanità che abita l'intera Galassia...
P: Senta un po'... mi pare che lei con me stia giocando come il gatto col topo! Appena ho finito di stupirmi per l'ultima rivelazione, lei me ne spara una più grossa! Stiamo parlando di... extraterrestri? È così?
X: Extraterrestri è una definizione impropria. Tutti noi siamo extraterrestri! Non mi dirà che crede ancora che l'uomo derivi dalla scimmia! Si, Darwin ha fatto un ottimo lavoro... peccato che fosse sul nostro libro paga! La scienza è la nostra ultima invenzione in fatto di religioni, e l'ateismo è un'altra delle nostre brillanti trovate!
P: E allora, da chi discenderebbe l'uomo?...
X: Anche i neodarwinisti, frustrati dopo 150 anni dalla vana ricerca di improbabili “anelli di congiunzione”, si stanno orientando verso nuove e più lunghe linee evolutive per l'uomo: poverini, non vogliono ammettere che la loro scienza non sa niente di niente in questo campo! L'uomo, mio caro ragazzo, non viene da questo pianeta ma si è disperso su centinaia di mondi, attraversando incredibili vicissitudini durate miliardi di anni!
P: Sta dicendo che l'umanità si è evoluta su un altro pianeta, da altri strani animali... o cose del genere?
X: Mi dispiace che lei non riesca ancora a liberarsi dei suoi pregiudizi... La vita... non nasce in questa maniera ma si evolve a partire da un'istanza che lei definirebbe... spirituale, dall'alto verso il basso, cioè penetrando lentamente nella dimensione materiale e perdendo al contempo conoscenze e capacità... e in questa logica, per quanto le possa sembrare incredibile, non è l'uomo che discende dagli animali, ma gli animali che discendono dagli uomini... i mammiferi, almeno... Ma questo discorso apre degli scenari piuttosto complessi di cui, per ora, non posso parlare... e comunque non rilevanti per svolgere il compito che le stiamo affidando. Ad ogni modo è bene che lei sappia che al momento esistono mondi abitati da umani e da non umani con i quali noi siamo in relazione. Spesso dobbiamo fare i conti con ingerenze di altri pianeti dove vivono esseri controllati da forze più o meno occulte che hanno interesse a che le cose vadano in un certo modo su questo pianeta. Il “Grande Gioco” diplomatico con grandi Stati come la Russia, la Cina o l'India non è solo una messa in scena ad uso dei nostri fini, ma il riflesso di un conflitto molto complesso, a livello galattico, che noi utilizziamo comunque al meglio per gestire le questioni terrestri in conformità con i nostri piani. Il controllo lo abbiamo noi che siamo i... guardiani di questo pianeta, ma dobbiamo agire con prudenza, facendo alcune concessioni. Anche nei due conflitti mondiali vi sono state interferenze di questo tipo che hanno reso necessarie alcune modifiche ai progetti originali. Da tempo immemorabile, inoltre, intessiamo rapporti con una potenza aliena molto insidiosa che interferisce continuamente con i nostri piani e i cui fini ultimi ci sfuggono. Tale presenza ci costringe ad arginare e deviare l'effetto, sulla popolazione, delle grandi religioni monoteiste che non a caso nascono tutte nell'area mediorientale, loro specifica zona d'influenza. Si tratta di una razza dal carattere spirituale di... 'qualità leonina' che, tra le altre cose, giustifica la presenza e l'azione molto peculiare del popolo ebraico, negli ultimi mille anni... Anche il mondo arabo è, in parte, influenzato dall'attività di questa stirpe... Ma di tutte queste complicate interazioni, le forniremo in seguito informazioni più dettagliate, poiché sarà questo il suo specifico campo d'azione. (pausa) ...Ma la vedo perplessa... forse sta pensando che non se la sente di affrontare una materia così complicata e nuova per lei... Si rilassi: lei farà solo quello che le diremo di fare di volta in volta, e lo farà con convinzione perché conoscerà le nostre vere motivazioni.
P: No, non è questo il punto... è che nel giro di mezz'ora sono stato trascinato in un fantastico romanzo di fantascienza e il terreno sicuro su cui camminavo fino a poco fa' sta franando rovinosamente: potenze aliene, guardiani, livelli spirituali... “qualità leonina”!!? Ma si rende conto che diavolo mi sta raccontando?... Mi ci vorrà del tempo per digerire tutta questa roba... E comunque, che prove ho che lei non mi stia mentendo... in tutto o in parte? E poi... ancora non mi ha detto chi lei rappresenta; chi è e dove si trova chi conduce questo gioco... Lei parla di cose accadute migliaia di anni fa' come se fossero avvenimenti del mese scorso. Lei c'era, è così vecchio? O siete una dinastia che si tramanda la capacità di agire in assoluta coerenza attraverso centinaia di generazioni? Oppure mi state facendo un colossale scherzo e io diventerò il più colossale coglione nella storia del Senato degli Stati Uniti, dopodiché l'unica Casa Bianca che frequenterò sarà quella che avrò appena pitturato col mio nuovo lavoro da imbianchino! Lo ammetta: la manda uno dei miei avversari per sputtanarmi e togliermi di mezzo dalla corsa alla presidenza!
X: (fa una lunga pausa) Lo so, in poco tempo l'ho sottoposta a una tale mole di informazioni 'impossibili' che avrebbe steso un bue!
P: Sempre quello del carro di prima...!
X: (ride) Sono contento che lei non abbia perso il senso dell'umorismo: significa che ha i nervi abbastanza a posto, e ciò è positivo. Per quanto riguarda i suoi legittimi sospetti su di me... su di noi, è ovvio che non posso chiederle di credermi sulla parola. Si fiderà però di chi l'ha introdotta qui... Ad ogni modo, fra qualche giorno le potremo fornire le prove di quanto le ho rivelato... In questo frattempo, nel suo stesso interesse, le consiglio di non parlare con chicchessia della nostra conversazione se non vuole porre fine alla sua brillante carriera politica affondando nel ridicolo!
P: È una posizione che non posso che condividere... Va bene, le darò credito... Ma mi chiedo quale tipo di prova convincente potrà mai produrre... forse che mi presenterà un alieno?
X: E perché no! Ma sa, qualche alieno lei forse lo ha già incontrato: potrei essere io un alieno, ci ha pensato? Ce ne sono molti che sono più simili a lei di un cinese e circolano liberamente per le nostre strade. La razza umana diffusa nella galassia mantiene la conformazione fisica di base con qualche variante dovuta alla diverse situazioni ambientali dei vari pianeti. Ma forse lei allude agli alieni standard della vulgata popolare, i “Zeta”, cioè i “Grigi”, come voi li chiamate; ma sono bassa manovalanza, un popolo perduto... mi meraviglia, un tipo raffinato come lei! E poi puzzano da far schifo!
P: Per favore! Cerchi almeno di fare la persona seria... Ah!... Non capisco perché sto ancora qui ad ascoltarla!
X: Davvero? Ebbene glielo dirò io perché: perché lei, in cuor suo, sa benissimo che le sto dicendo la verità! Chissà quante volte, grazie alla sua posizione, si è imbattuto in informazioni di questo genere, ma le ha scartate come impossibili, perché? Per paura! La stessa paura che ha ora! La paura di sollevare il velo che l'avrebbe costretta a vedere la Realtà, rinunciando al comodo castello di menzogne in cui da anni dorme sonni tranquilli!... E va bene! Vuol sapere come stanno veramente le cose? Glielo dico subito!: Ci sono più di settanta razze aliene che visitano regolarmente la Terra; di queste almeno trenta, umane e non umane, sono interessate al pianeta e molte hanno basi stabili negli oceani, ai poli, sottoterra e finanche in alcune nostre strutture militari. Abbiamo accordi con loro, gestiamo insieme i cosiddetti rapimenti alieni, i cui scopi ultimi sarebbe troppo complesso trattare in questa sede. Ma le dirò qualcos'altro: tutta l'umanità galattica è coinvolta da sempre in un colossale gioco per il controllo dell'evoluzione della coscienza in cui sono implicati esseri che lei neanche si immagina. Entità di altre dimensioni, corporee ed incorporee, vivono su piani che fanno riferimento alla nostra dimensione animico-spirituale e con cui stiamo facendo i conti da tempo immemorabile. Tutto quello che succede nell'universo... negli Universi, è riferibile a qualcosa che accade al di sopra o al di sotto, attraverso gli infiniti piani dell'esistente... Purtroppo lo scopo ultimo di questa gigantesca, fantasmagorica struttura, ci è del tutto ignoto...
P: (un lungo silenzio) E in tutto questo... Dio dove sta?
X: Ma di quale dio sta parlando! Quello vecchio con la barba della Cappella Sistina? È solo uno dei tanti esseri che se la giocano con un gruppo di umani. Questi dei si vendono e si comprano un tanto al chilo al mercato dell'irrazionale!.. Un vero Dio, assoluto, è la Coscienza Universale, è tutto e niente, esiste e non esiste poiché, per definizione, comprende il tutto, e il tutto non è distinguibile da un altro tutto: non ci possono essere più 'tutti', le pare?
P: Non so... faccio molta fatica a starle dietro in questi discorsi... Vorrei però che mi chiarisse un punto più terra terra, più adatto alla mia capacità di comprensione, dopo un tale mirabolante giro sulla giostra impazzita dell'universo... Ecco, vorrei capire come mai con tutto questo via vai di alieni sulla Terra e per la galassia, noi ce ne stiamo qui al palo... Abbiamo fatto un giro turistico sulla Luna cinquant'anni fa' e poi basta, pare non ci si possa più andare. Mi sembra alquanto contraddittorio!
X: Cercherò di essere il più esauriente possibile nel poco tempo che ci rimane... Alcuni anni fa' – diciamo un... tredicimila – la situazione non era questa... I terrestri disponevano di tecnologie che consentivano il viaggio interstellare e la situazione dell'umanità galattica era ben nota. Ma il pianeta era sempre stato un porto di mare dove i vari gruppi alieni facevano il proprio comodo, tentando di conquistare una posizione egemonica. Risultato, un pianeta privo di identità, vittima di un progressivo degrado spirituale. La grande catastrofe planetaria del 10.400 avanti cristo, in parte indotta da sconsiderate attività umane, fu l'occasione per ricominciare da zero, o quasi, e pianificare lo sviluppo di una nuova umanità, appositamente mantenuta ignara della sua vera storia, lasciandole poi percorrere un cammino evolutivo accelerato, diretto, dietro le quinte, da noi... appunto. In questa maniera, bene o male, si è tentato artificiosamente di dare una precisa identità e un nuovo ordine a questo martoriato pianeta. Ma non è stato facile: le varie contaminazioni extraterrestri sono tuttora operative e marcano differenze profonde tra i vari popoli. Avrà certamente notato la spinta globalizzante che informa la nostra azione fin dall'inizio: solo per citare i casi più recenti, pensi a Babilonia, Alessandro Magno, l'Impero Romano, la Chiesa Cattolica, l'Impero Britannico... e adesso, con altri criteri, l'America; sono secoli che i nostri sforzi vanno tutti in questa direzione! E oggi possiamo dirci in dirittura d'arrivo: siamo finalmente riusciti a rendere accettabile ai più questa semplice parola: “Globalizzazione”, che altro non significa se non rendere il più possibile omogenea la popolazione terrestre. Tutte le potenze in gioco sono, in linea di massima, d'accordo sui fini dell'operazione; quello che tentano di fare – un vecchio vizio difficile da estirpare – è ottenere il maggior spazio possibile per la propria genia. Ora può capire la necessità di negare l'esistenza degli extraterrestri, di limitare fortemente la possibilità di uscire dal pianeta, di annullare le differenze culturali spostando masse umane attraverso i vari paesi, sull'esempio del paese guida da cui oggi, non a caso, operiamo sul mondo intero, attraverso l'azione capitalistica! Quando questo progetto si sarà realizzato e consolidato, quando l'umanità terrestre avrà acquisito un suo carattere specifico e unitario, allora – e solo allora – potremo rientrare a pieno titolo nella comunità galattica e far riaprire gli occhi su questo scenario grandioso e dimenticato, a tutte le anime residenti su questo pianeta! Nel frattempo saremo diventati uno dei mondi più popolosi tra quelli abitati da umani e, forti dell'esperienza acquisita, potremo ricoprire una posizione di assoluto rilievo nell'ambito galattico.
P: (dopo una pausa di riflessione) Vedo che si tratta di un progetto dal sapore alquanto... egemonico! È chiaro che state governando questo pianeta attraverso qualcosa che assomiglia a una dittatura occulta molto sofisticata...
X: E ne siamo fieri!... Vede, la Terra, pur con tutti i suoi problemi, è un pianeta così... così ricco di sfumature da essere considerato uno dei più belli e interessanti della galassia. È anche per questo che tante razze se ne sono così accanitamente disputate il controllo. E in fin dei conti è stato un bene perché tutto questo mescolarsi e rimescolarsi di genetiche ha prodotto una varietà di tipologie umane più unica che rara in un solo pianeta!
P: Mi scusi ma noto una pesante contraddizione nel suo discorso: amalgamare la popolazione del pianeta non porterà alla perdita di questa preziosa diversità a cui tanto tenete?
X: Infatti è così. Ma se lasciassimo le cose come stanno prima o poi la Terra ripiomberebbe nel caos e il danno sarebbe ancora maggiore. Il fine dell'evoluzione, caro senatore, non è rimanere chiusi in un bel giardino d'infanzia, congelati in una scelta che alla lunga si rivelerebbe sterile! E comunque tutto quello che è successo – e che succederà – rimarrà scritto nella Cronaca Universale dove non ci sono passato e futuro, ma solo un eterno presente. Niente finisce veramente e niente si perde; e infatti le potenzialità acquisite dall'umanità terrestre attraverso gli apporti – voluti o non voluti – di così tante razze galattiche, costituiscono una ricchezza che si conserverà nell'umanità futura.
P: Si, ma mi chiedo se fosse proprio necessario agire in questo modo...
X: ...Era necessario... mi creda! Anche perché da quando il pianeta non offre più il gusto della scoperta, l'umanità si sente prigioniera in uno spazio troppo angusto. In tale situazione, viene a mancare la visione del futuro e, di conseguenza, comincia a insinuarsi nella mente delle persone una strisciante depressione, cosa che forse avrà già notato. Ma quando si apriranno gli spazi galattici si assisterà immancabilmente a una notevole rinascita spirituale, perché non si può limitare la possibilità di esprimersi ad un essere dotato di coscienza, per lungo tempo! Ma ci vorranno ancora molti anni perché questo si verifichi e, mi dispiace doverglielo dire, sarà un periodo alquanto buio...
P: Quanto tempo?
X: Duecento anni... forse meno... (lunga pausa) Ma... colgo nei suoi occhi un filo di tristezza... a cosa sta pensando?
P: Le cose potevano andare diversamente se noi – umanità – avessimo avuto maggiore consapevolezza delle nostre possibilità, non crede?
X: Voi umani di questo pianeta avete delle enormi potenzialità, ma per controllarvi meglio è stato necessario mantenervi nell'ignoranza e nella paura, e, soprattutto, instillare nella vostra psiche un senso di colpa cronico che vi costringesse ad autolimitarvi... Ma le rammento che in futuro, se le cose andranno come noi auspichiamo, potreste essere proprio voi – ed altri come voi – la posta di questo grande gioco!
P: Ma perché continua a dire “voi”? Voi, invece, chi siete, veramente?
X: Un giorno potrà scoprirlo da solo. E questo è quanto, per adesso... Ma ci rivedremo a breve. Arrivederci. (P, pensieroso e un po' frastornato, saluta con un cenno del capo ed esce dalla stanza)