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Emanuele

Contemporaneamente agli eventi narrati nel capitolo precedente, al centro della galassia si stava formando una nuova, più ristretta federazione di pianeti abitati da una parte dei discendenti dei Lirani. Costoro appartenevano allo stesso gruppo umano dai capelli biondi e dagli occhi azzurri implicato nella distruzione di Sodoma e Gomorra (ad esso appartenevano i due “angeli” inviati a controllare). Avvalendosi della collaborazione dei Siriani, essi immaginavano di poter piano piano instradare i popoli post-atlantidei verso un ritorno alla cultura lirana, contrastando così l'avanzata Rettiliana. Naturalmente questo gruppo isolato di Lirani non era al corrente del modo in cui i doppiogiochisti Siriani - amici di tutti e di nessuno - li stavano tradendo. Lo scopo principale di queste popolazioni era di arginare il potere del pericoloso Impero Draconiano, anche ostacolando i piani di lungo periodo dei loro fratelli rimasti isolati sul pianeta Terra. Nel medesimo tempo e agendo nell'ombra, i Siriani portavano avanti i loro indecifrabili progetti appoggiandosi, ora all'uno, ora all'altro schieramento. A tale scopo, essi decisero di creare un prototipo umano in veste di “Messia” [adepto del Culto Segreto della Piramide, in Egitto. Vedi cap. 9 - N.d.T.] sotto controllo rettiloide, per dare inizio alla fase successiva dello sviluppo dei popoli terrestri.[1]Avvenne così che rapirono una giovane donna ebrea appartenente ad una linea dotata di genetica umana alquanto pura e le impiantarono un feto geneticamente programmato per un certo scopo. Proprio perché sottoposta a fecondazione artificiale, questa donna è comunemente conosciuta col nome di Vergine Maria.


Negli ultimi decenni sono state pubblicate le opere di alcuni autori di critica neotestamentaria i quali ritengono che Gesù non sia mai esistito e che l'intera storia narrata nei Vangeli sia frutto di ricostruzione postuma;[2]
altri hanno affermato che l'intera vicenda fu costruita attorno a un personaggio realmente esistito, un attivista politico antiromano come ce ne furono tanti all'epoca in Palestina, ma che la parte soprannaturale della narrazione sia frutto d'invenzione o di errori di traduzione dall'aramaico al greco;[3] entrambe le scuole di pensiero hanno in parte torto e ragione. Il diffondersi di tale scetticismo anticristiano - che sia pilotato o meno - sta comunque facendo il gioco degli Illuminati che ritengono sia giunto il momento di cominciare a spazzar via le vecchie religioni per fare spazio a un nuovo sistema di credenze globale di cui non si conoscono ancora le caratteristiche.


lo so per esperienza personale che ci fu veramente una figura cristica all'epoca sulla Terra, perché uno dei miei compiti nel Progetto Montauk era di viaggiare indietro nel tempo per prelevare un campione di sangue dal corpo di questo individuo;[4] si trattava, in realtà, di un personaggio chiamato Emanuele, il prodotto di un mix genetico di origine lirana. Come detto, sua madre fu rapita e fecondata in vitro [solo in due dei quattro Vangeli sinottici si narra dell'annuncio da parte di un arcangelo - cioè 'angelo antico' - di un'avvenuta fecondazione da parte di un non meglio identificato “Spirito Santo” - N.d.T.]. Da giovane, Emanuele fu tolto alla madre e portato presso la Grande Piramide di Giza dove per 20 anni fu indottrinato con le antiche conoscenze lirano/atlantidee/egizie [per renderlo Messeh, o Messia; vedi cap. 9 - N.d.T.].[5] In questo periodo, egli fu anche portato a bordo di un'astronave della Federazione Galattica dove l'insegnamento dei saldi principi spirituali appartenuti all'antico popolo lirano, gli consentirono di elaborare il tipo di messaggio da diffondere alle masse per allontanarle dalla negativa influenza rettiliana.[6] I suoi ordini erano di indottrinare le tre linee razziali portatrici della genetica ari-ana più pura sulla Terra. Questi erano gli Ebrei, creati dai Siriani; le tribù germaniche, create dagli Aldebarani; gli Ariani dell'India settentrionale, creati dai Rettiloidi. Tutti questi popoli avevano come simbolo il Leone[7] ed erano in parte discendenti dei Lirani biondi e dagli occhi blu.


Gran parte di queste informazioni si possono trovare in un manoscritto, vecchio di 2000 anni, sigillato in un blocco di resina scoperto a Gerusalemme da un ricercatore palestinese che iniziò a tradurre il documento nella lingua tedesca parlata in Svizzera. Il documento divenne poi noto con il nome di “Talmud di Emanuele”. Nessuna copia di questo scritto è più disponibile negli Stati Uniti, ed è difficile reperirlo anche in Svizzera. Agenti israeliani hanno ucciso il ricercatore, dietro mandato degli Illuminati, prima che questi potesse terminare la traduzione del documento.


È noto che il Nuovo Testamento è stato completamente riscritto per enfatizzare la superiorità dell'Impero Romano così come per condizionare la percezione di Dio e dell'Umanità. I Pisoni, una famiglia patrizia romana imparentata con un imperatore [Traiano - N.d.T.], fu incaricata di riscrivere intere sezioni della Bibbia per far sì che le masse si sentissero umili e prive di valore e per eliminare in loro il ricordo dell'antico retaggio di esseri spirituali. Le sezioni [del Nuovo Testamento - N.d.T.] relative alla reincarnazione, agli alieni, alla creazione di Emanuele e alla vera storia della crocifissione furono rimosse; quelle che trattavano degli apostoli e delle origini dell'umanità vennero modificate in un modo atto a promuovere lo schema mentale dello schiavo all'interno dell'Umanità. I Romani decisero di usare la croce come simbolo per la nuova religione perché il nome in ebraico antico per “croce” è “tslav”, omonimo linguistico del latino “esclavo”, cioè schiavo.[8] La prima espansione della cristianità avvenne attraverso la Palestina, la Siria, l'Anatolia e la Grecia.[9] Tutti i popoli orientali dell'Impero, che fossero seguaci o meno della croce cristiana, 'tslav', presero comunque il nome di Slavi ed erano infatti considerati schiavi all'interno dello stato romano.


L'intera vicenda della crocifissione fu una messa in scena: Cristo venne drogato prima di essere posto sulla croce,[10] quindi fu rimosso, risvegliato e spedito in India insieme alla madre e al figlio maggiore, passando per Damasco, sul percorso meridionale delle 'Vie della seta'. Visse ancora per molti anni e la sua tomba, oggi sorvegliata da una famiglia ebrea, è ancora visibile in una località del Kashmir, zona contesa tra India e Pakistan. Nei piccoli paesi delle regioni collinose ai piedi dell'Himalaya girano storie e leggende che narrano della vita di Emanuele in questi luoghi e in cui si afferma che egli visse fino all'età di 117 anni prima di “abbandonare” il corpo. Alcuni abitanti addirittura non credono che egli sia realmente morto e molta gente che vive nei villaggi più isolati della regione afferma di averlo visto comparire e scomparire di tanto in tanto, e che sia in grado di far apparire oggetti e cibo dal nulla, ma di questo non esiste alcuna prova, né informazioni qualificate.


Quanto sopra affermato è il frutto delle lunghe ricerche effettuate in loco dall'esploratore Baird T. Spalding che visse in quell'area, insieme alla sua squadra, per una ventina d'anni, a cavallo tra il 19° e il 20° secolo. Sulle esperienze vissute in tutta l'area tibetano/himalayana egli scrisse numerosi libri e tenne una lunga serie di conferenze negli Stati Uniti fino al 1940, anno della sua morte. Pare che tali narrazioni convinsero i Nazisti a inviare in quell'area, nel 1936, una missione esplorativa per indagare sulle origini comuni dei popoli ariani.[11] Nei suoi racconti Spalding parlò di tecnologie per viaggiare nel tempo e di altri fenomeni mirabolanti, compresa l'apparizione di un essere dalle sembianze di Cristo.


La dottrina predicata da Emanuele era alquanto differente da quella che si può leggere nei Vangeli ufficiali. Tra le altre cose, egli incoraggiò l'autoanalisi ed affermò che l'acquisizione di beni materiali è lecita fintantoché si operi onestamente; disse anche che l'omosessualità femminile è accettabile, ma non quella maschile, perché interferisce con la procreazione [vedere ai cap. 11 e 12 - N.d.T.].


Emanuele sposò Maria di Magdala ed ebbe con lei tre figli.


Ai giorni nostri la disinformazione New Age afferma che Emanuele/Cristo apparteneva all'Ordine di Melchizedeck: non è mai esistito un tale ordine all'epoca: si trattava solo di un nome usato per definire una qualifica burocratica, niente di più. Il nome Melchizedeck deriva dalle parole ebraiche “melech tzedech” che significano, “Re Caritatevole” ed era un titolo ereditario attribuito al capo del Sinedrio (una corte giudicante) di Gerusalemme che operava anche in veste di consigliere del re.


Emanuele mosse pesanti critiche di corruzione al detentore di quel titolo e per questo venne ostracizzato mettendosi in grave pericolo insieme a sua moglie ed ai suoi figli. Maria, la madre di Emanuele, non voleva accodarsi all'apostolo Pietro ma non intendeva nemmeno restare in Palestina. La crocifissione fu una messa in scena utile a far sparire in segreto l'intera famiglia dal paese. Emanuele andò in India con il primogenito e con la madre per evitare guai ai suoi congiunti, ma soprattutto perché era stato posto sotto controllo rettiliano. A Maria di Magdala, agli altri due figli e a suo fratello, Giuseppe d'Arimatea, sarebbe stato troppo difficile raggiungere un luogo sicuro via terra. Lasciarono, perciò, la Palestina su una nave che li condusse, attraverso il Mediterraneo, fino alla costa della Gallia meridionale, nell'attuale Provenza, una fertile zona collinosa che i Romani avevano difficoltà a controllare a causa della resistenza opposta dalla popolazione locale.


Note

  1. Nell'ultimo dei Vangeli rinvenuti - il Vangelo di Giuda ricomparso rocambolescamente alla fine del 20° secolo - Cristo indica all'apostolo Giuda la stella Sirio facendogli intendere che è da lì che egli proviene. [N.d.T.]
  2. In effetti la redazione dei quattro Vangeli cosiddetti sinottici sembra si debba al vescovo Ireneo di Lione che nel terzo secolo operò una selezione da una trentina di vangeli, poi dichiarati apocrifi, in una maniera che lascia perplessi: infatti fra i quattro Vangeli ufficiali si notano cospicue differenze, alcune anche contraddittorie, specialmente fra il Vangelo di Giovanni e gli altri tre. Non si tratta comunque di testi “rivelati” e questo lascia spazio alle tante ipotesi formulate dagli studiosi, compresa l'origine romana ad opera della famiglia patrizia dei Pisoni o di Plinio il Vecchio. [N.d.T.]
  3. Di tutti gli storici di epoca romana, il solo Giuseppe Flavio, un ebreo convertitosi al paganesimo, accenna alla figura di Gesù in due passaggi molto brevi nel primo dei quali questi appare come un normale cittadino detenuto, mentre nel secondo viene descritto in maniera così tanto lusinghiera e “cristiana” - in palese contraddizione col primo passaggio - da essere considerata un'aggiunta postuma da ascrivere all'iniziativa del frate amanuense che redasse la copia del documento originale giunta fino a noi. [N.d.T.]
  4. A tale proposito si veda il mio libro, Montauk: The Alien Connection (Sky Books, 1998). (cit.) [N.d.R.]
  5. In due dei Vangeli sinottici la narrazione inizia quando Cristo ha già 30 anni, negli altri due c'è un buco narrativo tra l'infanzia di Gesù e i suoi 30 anni. Alcuni studiosi ritengono che Gesù abbia trascorso tale periodo presso la comunità degli Esseni, che da almeno duecento anni professavano gli stessi principi predicati dal Cristo, e dove avrebbe avuto un maestro, figura che si sovrappone a Giuseppe, strano “padre putativo” anziano dei Vangeli; altri ipotizzano che abbia viaggiato fino in Tibet, dove avrebbe appreso i principi del Buddismo. Tra le due ipotesi non vi è reale contraddizione in quanto sembra che il Buddismo abbia influenzato gli Esseni. Rudolph Steiner, fondatore dell'Antroposofia, veggente e studioso di 'Scienza dello Spirito', sosteneva (avendo attinto tali informazioni da una sorta di archivio astrale universale, definito “Akasha”) che lo spirito, elevato ma terreno, del personaggio 'Gesù', all'età di 30 anni fosse stato sostituito da uno “Spirito Solare”, e che solo allora sarebbe divenuto 'il Cristo'. [N.d.T.]
  6. Il cosiddetto Quinto Vangelo o Vangelo di Tommaso, ad oggi considerato il più antico dei vangeli apocrifi, venne rinvenuto in Egitto, in una località chiamata Nag Hammadi, nel 1945, insieme ad altri documenti, tutti conservati oggi presso la Fondazione C.G.Jung di Zurigo. È il Vangelo a carattere più 'esoterico', perché non riporta nient'altro che l'insegnamento dei principi spirituali del Cristianesimo: non ci sono miracoli né crocifissione né parabole cruente (in cui vari re 'illuminati' ammazzano servi 'infedeli') né, tanto meno, fondazioni di Chiese. Per tali ragioni fu a lungo tenuto nascosto e osteggiato dalla gerarchia vaticana. Sembra quindi essere il più vicino ai principi “lirani” ispirati alla non violenza. [N.d.T.]
  7. L'autore si dimentica (anche nel cap. 11; c'è però una N.d.T. con un punto interrogativo) di spiegare che il nome “Ariano” deriva dalla parola ebraica “Ari”, cioè Leone, e può essere tradotto quindi come “Leonino”. [N.d.T.]
  8. In termini esoterici la croce cristiana rappresenterebbe lo zodiaco diviso in quattro sezioni/stagioni/elementi con al centro il Sole/Cristo e intorno i dodici-segni-zodiacali/apostoli. [N.d.T.]
  9. Ad opera dell'ambiguo personaggio di religione ebraica Saulo (poi Paolo) di Tarso che, dopo essere stato fierissimo persecutore di paleocristiani, si convertì e si diede ad una frenetica attività di predicazione e di scrittura epistolare per promuovere la sua personale interpretazione del messaggio spirituale che lui stava trasformando in religione cristiana; attraversò le regioni orientali fino ad arrivare al cuore stesso dell'Impero Romano, finché si fece ammazzare (forse). La storia esemplare di Paolo di Tarso, un maschilista convinto (leggerne le epistole), potrebbe essere un falso costruito successivamente per mitizzare la più oscura opera missionaria di alcuni promotori del nuovo culto inviati per diffondere ad arte il nuovo credo. [N.d.T.]
  10. Si è ipotizzato che una droga che dà una morte apparente gli sia stata somministrata con la famosa spugna imbevuta d'aceto. In effetti, per come viene raccontata nei quattro Vangeli, la storia della crocifissione non regge: per prima cosa i Romani non crocifiggevano per quel tipo di reato; inoltre, il corpo fu consegnato a Giuseppe d'Arimatea in tempi brevissimi e senza verificare che non si trattasse di un semplice svenimento, cosa che in quelle circostanze avveniva di frequente; era poi uso mantenere i condannati sulla croce per molto tempo dopo la morte che, oltretutto, in quel caso sarebbe avvenuta in tempi troppo brevi. I Romani erano molto abili nel posizionare i chiodi in modo da non danneggiare vene e arterie, perché l'agonia durasse il più a lungo possibile; infatti i chiodi non venivano piantati sui palmi delle mani che si sarebbero strappate, ma sui polsi (e addio stigmate!). Nei Vangeli ci sono poi notevoli contraddizioni e incongruenze su quello che avvenne dopo la sepoltura che qui sarebbe troppo lungo elencare. Ciò che si può dire è che i Vangeli sinottici sono pieni di buchi e contraddizioni logiche, tali da far sorgere il sospetto che si volesse renderli indifendibili di fronte a una critica seria, allorquando i tempi fossero stati maturi per farlo. [N.d.T.]
  11. Come è noto la svastica destrogira o levogira è un antico simbolo tibetano. È anche interessante ricordare che, entrando a Berlino, nell'aprile 1945, soldati russi s'imbatterono in un drappello di soldati tibetani che indossavano divise della Wehrmacht. [N.d.T.]