L'agenda dei rettiloidi

Il programma dei Rettiloidi era ed è la sistematica ricerca dei rifugiati umani da distruggere o da assimilare per usarne il sangue e gli ormoni, elementi a loro indispensabili per mantenersi stabili nella dimensione materiale. I sopravvissuti Lirani che colonizzarono altri pianeti, formarono un'alleanza per difendersi dai continui attacchi dei Rettiloidi. Quest'alleanza, che comprendeva 110 colonie, prese il nome di Federazione Galattica. I partecipanti di questa organizzazione desideravano conservare la propria identità, senza creare un'unione, come era avvenuto in passato. Così associati, i coloni confederati riuscirono bene o male ad arginare la minaccia rettiloide.


Tre gruppi lirani originari non aderirono alla Federazione; costoro erano ritenuti degli estremisti, o, piuttosto, dei nazional-idealisti che cercavano di rinnovare i fasti della vecchia civiltà lirana. Uno di questi gruppi era quello degli Atlantidei, stabilitosi su un pianeta del gruppo di sette stelle che formano le Pleiadi. All'epoca, dei trentadue pianeti presenti nel sistema, sedici erano stati colonizzati dai Lirani in fuga. I coloni confederati mal tolleravano tra loro la presenza degli indipendenti Atlantidei, considerati dei rinnegati che non intendevano sostenere i programmi della Federazione e gli interessi lirani.


Gli altri due gruppi indipendenti erano costituiti da coloro che si erano rifugiati sui pianeti Marte e Maldek del nostro sistema stellare, ed erano, già ai ferri corti tra loro. I Rettiloidi videro in questa situazione conflittuale un'opportunità da sfruttare per conquistare facilmente il Sistema Solare.


Ai Rettiloidi piace usare comete ed asteroidi in funzione sia di nave spaziale che di arma: nel primo caso essi creano un piccolo buco nero che agisce da sistema di propulsione per proiettare un planetoide cavo verso la destinazione desiderata; nel secondo, un raggio acceleratore di particelle produce un'esplosione che scaraventa una cometa o un asteroide sul bersaglio prescelto. Come di consueto, entrambe le tecnologie sono state elaborate dai Siriani.[1]


Fu così che un folto gruppo di Rettiloidi si installò all'interno di una enorme cometa di ghiaccio, delle dimensioni di un piccolo pianeta, che fu inviata - sorta di gigantesca nave da sbarco - in direzione dei pianeti interni del Sistema Solare. Non essendo molto abili in astrofisica, gli invasori rettiloidi, nel calcolare il percorso dell'oggetto, non valutarono correttamente l'entità del campo gravitazionale di Giove, il grande pianeta gassoso, il quale modificò la traiettoria della cometa che entrò in rotta di collisione con il pianeta Maldek. A questo punto, i Maldekiani, avendo monitorato il bolide in arrivo, chiesero aiuto ai Marziani i quali, nonostante fossero in pessimi rapporti con i loro vicini, accordarono a molti di essi il permesso di rifugiarsi nel sottosuolo del loro pianeta. La cometa non colpì Maldek ma gli si avvicinò così tanto che esso, per effetto dell'azione combinata delle forze gravitazionali di Giove, Marte, Sole e della cometa stessa, esplose, frantumandosi nelle migliaia di asteroidi che ancora oggi orbitano intorno al Sole, in una posizione più esterna rispetto a quella del pianeta originario.[2]


Il passaggio ravvicinato a Maldek operò sulla cometa un 'effetto fionda' che ne incrementò la velocità inserendola in una traiettoria che la condusse pericolosamente vicino a Marte; l'attrazione gravitazionale e l'elevata velocità del bolide ebbero l'effetto di risucchiare e disperdere nello spazio gran parte dell'atmosfera di quel pianeta che, pur non esplodendo, venne spinto in una nuova orbita più lontana dal Sole, dove oggi ancora si trova.


Come in un gigantesco biliardo cosmico, la cometa proseguì il suo cammino di devastazione avvicinandosi alla Terra. L'effetto combinato tra il calore del Sole e l'interazione gravitazionale tra i due corpi celesti, provocò la polarizzazione dell'atmosfera terrestre, stracarica di vapore. Parte del ghiaccio della cometa, attratto dalla enorme carica elettrica prodottasi, andò a posizionarsi sui due poli terrestri, coprendo gli ingressi alla cavità interna della Terra e, allo stesso tempo, facendo emergere dal mare vaste aree continentali per effetto del rapido congelamento di una certa quantità di acqua marina, all'epoca poco salata.


Infine la cometa si sostituì nell'orbita alla Terra, occupando il secondo posto e diventando il pianeta che oggi conosciamo col nome di Venere. Il calore del Sole sciolse e vaporizzò il ghiaccio residuo, creando la spessa coltre di nuvole che tuttora avvolge questo pianeta. La Terra venne quindi spostata sulla terza orbita, prima occupata da Marte: nella nuova posizione, più lontana dalla fornace solare, era ora pronta per essere adattata alla vita umanoide. La gran parte degli anfibi sopravvissuti furono successivamente trasferiti su Nettuno, gli altri rimasero nei residui oceani terrestri.


Nel giro di alcuni mesi del nostro tempo attuale, il Sistema Solare era stato completamente riconfigurato. In seguito, I Rettiloidi che si trovavano all'interno della cometa cava - ora Venere - uscirono alla superficie del nuovo pianeta dove edificarono sette città protette da una cupola, una per ognuno dei sette sottogruppi della loro struttura gerarchica. Verso la metà degli anni ottanta, Newsday, un quotidiano di New York, pubblicò le foto scattate da una sonda automatica sovietica che atterrò su Venere dopo aver attraversato la spessa coltre di nuvole che avvolge il pianeta; le foto mostravano chiaramente il profilo squadrato di quelli che sembravano edifici urbani allineati. Dopo una lunga diatriba, gli scienziati americani conclusero che si doveva trattare di formazioni naturali.[3]


In seguito, i Rettiloidi trasportarono un enorme oggetto sferico, cavo all'interno e stipato di coloni, che inserirono nell'orbita terrestre per iniziare la colonizzazione del pianeta; tale oggetto è oggi la nostra Luna. La scienza ufficiale afferma che la Luna è un satellite naturale, eppure è l'unico corpo celeste conosciuto che ruota sul suo asse tanto lentamente da compiere un giro su se' stesso nel medesimo tempo in cui effettua una rivoluzione intorno al suo pianeta, quindi rivolgendo verso la Terra sempre lo stesso lato e lasciando l'altro costantemente nascosto. I sismografi collocati sulla sua superficie hanno registrato l'effetto prodotto dagli impatti degli asteroidi: la Luna risuona per ore, come una campana, perché è cava; infatti, così come affermato in un periodico di astronomia, essa è stata recentemente riclassificata in quanto corpo cavo.[4].


I Rettiloidi scelsero una vasta massa continentale, oggi chiamata Lemuria o Mu, come base di partenza per installarsi sulla Terra e iniziarne la colonizzazione. Tale area si estendeva, attraverso l'odierno Oceano Pacifico, dal Giappone alla California, dall'Australia al Perù. Le isole Hawaii sono oggi al centro della massa continentale esistente all'epoca.


Qui, nel corso di un periodo durato svariati millenni, si sviluppò una cultura rettiliana androgina. I Rettiloidi vi introdussero le creature che rappresentano il loro sostentamento, i dinosauri. Tutti gli esseri animico/spirituali sviluppano al di sotto di loro il tipo di animali che sono il riflesso del loro schema mentale: i rettiloidi producono rettili, gli umani producono mammiferi... e non sono adatti a coesistere sullo stesso pianeta.


Nel frattempo i Marziani sopravvissuti alla catastrofe, convivevano nel sottosuolo del pianeta con i loro ostili ospiti Maldekiani; si doveva fare qualcosa, e in fretta, per evitare che si distruggessero a vicenda. Così i Marziani chiesero alla Federazione Galattica di spostare i rifugiati Maldekiani da un'altra parte. Nel frattempo la Federazione ricevette anche la richiesta da parte del Consiglio Pleiadiano di liberarli della sgradita presenza degli Atlantidei all'interno del loro ammasso stellare. La Federazione decise perciò di usare questi ultimi quale test di sopravvivenza sul pianeta recentemente reso abitabile nel Sistema Solare: se gli Atlantidei ce l'avessero fatta si sarebbero potuti trasferire anche i Maldekiani. In tal modo i discendenti dei Lirani si stavano finalmente liberando dei loro importuni fratelli attaccabrighe, mollandoli ai colonizzatori rettiloidi sulla Terra, così prendendo due piccioni con una fava: i Rettiloidi avrebbero avuto il loro da fare con i bellicosi nuovi venuti e la Federazione avrebbe avuto l'opportunità di riorganizzare le difese mentre i loro nemici erano impegnati in altre questioni.[5]


Quando gli Atantidei giunsero sulla Terra si installarono sul continente che da loro prese il nome di Atlantide. Questa terra si estendeva dall'odierno Bacino dei Caraibi fino alle Azzorre e alle Canarie, e comprendeva anche le numerose isole di fronte alla costa orientale degli Stati Uniti, incluso Montauk Point.


Il modo di pensare dei Rettiloidi è completamente diverso da quello umano e siccome, essendo androgini, non si evolvono - anche mentalmente - che in misura insignificante, la loro espansione risultò lenta e faticosa: gli ci vollero millenni per decidere se coesistere o no con gli umani che, molto dopo di loro, erano sbarcati sul pianeta. Dopotutto la Terra era solo un avamposto ai confini dell'Impero Draconiano.


Gli industriosi Atlantidei, invece, si espansero rapidamente fino a diventare una grande, prospera civiltà, bisognosa di nuovi territori. Nel frattempo, anche i rifugiati Maldekiani erano giunti sulla Terra. Essi avevano creato una grande colonia umana nelle zone dove oggi si trovano il deserto del Gobi, l'India settentrionale e il Medio Oriente. Intanto la popolazione di dinosauri era cresciuta considerevolmente ed essendosi diffusa in tutta la Terra, costituiva un costante pericolo per i coloni umani che, per proteggersi, iniziarono a sterminarli. Tutto ciò non stava per niente bene ai Rettiloidi di Lemuria che vedevano gli Atlantidei e i Maldekiani come degli intrusi che intendevano fare il comodo loro su un pianeta altrui; ce n'era abbastanza per decidersi a scatenare una guerra: infatti, Atlantidei e Lemuriani vennero presto alle armi, scontrandosi in una serie di battaglie di portata limitata. Ma poi, per garantirsi la sicurezza nei loro nuovi territori, i Maldekiani attaccarono il posto di guardia e osservazione dei Rettiloidi di stanza sulla Luna per poi colpire con potenti armi laser anche Lemuria e Atlantide[6]; fu in questa circostanza che i dinosauri vennero definitivamente spazzati via.


A questo punto era guerra aperta: per pareggiare vecchi conti con i Rettiloidi, anche gli Atlantidei attaccarono Lemuria dallo spazio, visto che anch'essi erano interessati a crearsi un ambiente in cui vivere che fosse libero da quella odiata razza. Il conflitto globale di tutti contro tutti che si scatenò sul pianeta Terra, si può considerare la vera Prima Guerra Mondiale. E fu una orrenda carneficina!


Note

  1. I Siriani erano in guerra con gli abitanti del sistema di Orione guidati dai Rigeliani e le ostilità durano tutt'ora. Ciò appare strano, visto che gli abitanti di Orione, che una volta erano tanto umani quanto i Lirani, a un certo punto vennero conquistati e ibridati dai Rettiloidi. Eppure tra i Siriani e i Rettiloidi esiste un fiorente commercio per cui, tra le altre cose, gli abitanti di Sirio A vendono armamenti ai Draco! Una situazione politica piuttosto complicata. [N.d.R.]
  2. La cometa causò anche il rovesciamento di Urano che ora è l'unico pianeta del Sistema Solare che ruota su un piano perpendicolare al piano di rotazione degli altri pianeti e a quello di rotazione intorno al Sole. [N.d.R.]
  3. Le immagini mostrano strutture alquanto ardite, inequivocabilmente artificiali. Si possono vedere le foto e leggere il relativo articolo esplicativo che smonta con solidi argomenti la spiegazione ufficiale, sul n° 96 del periodico Nexus New Times - edizione italiana. [N.d.T.]
  4. Esaminando campioni di roccia lunare si è scoperto che la Luna è più vecchia della Terra di almeno 500 milioni di anni. I campioni contenevano uranio 236 e nettunio 237, elementi prodotti unicamente nei reattori nucleari, ma anche metalli trattati, come l'ottone e la mica. Inoltre, la presenza di anomale quantità di titanio (circa dieci volte la quantità che si riscontra sulle rocce terrestri ricche di questo metallo) indica che il satellite ha, probabilmente, una struttura metallica esterna di origine artificiale, valutata dello spessore di almeno 30 km, coperta da uno strato di polvere spesso circa 4 km; i numerosi crateri, infatti, non sono profondi come dovrebbero essere, vista l'ampiezza degli impatti. Inoltre i rapporti di grandezza Sole-Terra-Luna rispondono a criteri matematici mirabilmente congegnati; per esempio, se si moltiplica la circonferenza della Luna per quella della Terra e si divide per mille, si ottiene la misura della circonferenza del Sole con un'approssimazione dello 0,1%. Sono perfetti anche i rapporti di distanza dei tre corpi che fanno sì che la Luna, vista dalla Terra, appaia della stessa grandezza del Sole; infatti, in caso di eclissi solare, i due corpi collimano perfettamente (non si trova niente di simile in alcun altro oggetto del Sistema Solare). È tutto troppo perfetto e troppo anomalo; se poi si aggiungono le innumerevoli osservazioni fatte dagli astronomi negli ultimi due secoli (grandi 'obelischi', enormi oggetti in movimento in salita, sbuffi di vapore) e le foto non 'aggiustate' della N.A.S.A. che mostrano grosse installazioni sul lato 'oscuro' della nostra cara Luna, il quadro è completo. Per ulteriori informazioni si può consultare il libro “Who Built The Moon?” (Chi ha costruito la Luna?) di Christopher Knight e Alan Butler (Watkins - 2007). [N.d.T.]
  5. Più avanti, Swerdlow ci fa sapere che gli Atlantidei si spostarono anche su altri pianeti quando abbandonarono il sistema delle Pleiadi; non specifica, però, quali. [N.d.T.]
  6. Swerdlow non ce lo dice, ma, evidentemente, tra gli indipendenti Atlantidei e gli aggressivi Maldekiani non correva buon sangue. [N.d.T.]