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Prefazione del traduttore

Quella che vi accingete a leggere è la traduzione italiana di un libro reperibile in forma cartacea e digitale sul sito di Amazon nell'originale versione inglese. Questo testo mi è noto perché citato dal prolifico autore inglese di storia 'alternativa', David Icke, nel suo libro “Cronache Dalla Spirale Del Tempo” (Macro Edizioni), a riprova delle sue affermazioni sul controllo 'alieno' del nostro pianeta da parte di entità “rettiloidi” o “rettiliane”, tema da lui già ampiamente trattato in innumerevoli saggi precedenti. Icke era rimasto impressionato dalle affermazioni riguardo alla complessa storia dell'umanità che Swerdlow narra a partire da (addirittura!) 5 miliardi di anni fa', fornendo informazioni a lui del tutto ignote sulla situazione passata e presente, non solo del nostro pianeta, ma dell'intera galassia!


Si sconsiglia vivamente la lettura di questo libro a chi non abbia già dimestichezza con questi argomenti poiché ciò che vi si narra è così tanto estremo e inconcepibile, rispetto alla banale storia dell'umanità che ci è stata inculcata fin dall'infanzia, da risultare, per la maggior parte delle persone, incomprensibile, ridicola, o, bene che vada, adatta ad un semplice racconto di fantascienza; ed è esattamente per questa ragione che la pubblicazione in Italia è stata rifiutata alcuni anni fa' dal direttore di Nexus Edizioni a cui avevo sottoposto il testo originale: per quanto questa casa editrice (che da quindici anni pubblica la versione italiana dell'australiano bimensile di approfondita informazione alternativa, Nexus New Times) usi pubblicare libri che trattano questioni piuttosto distanti dall'informazione ufficiale, questa lo era troppo! E bisogna ammettere che alcune affermazioni risultavano un po' indigeste anche a chi, come me, non pone limiti alle possibilità dell'esistente. Quando però, sollecitato da alcuni amici, mi sono accinto a realizzare la traduzione del libro per offrirla libera on line, mi sono seriamente interrogato sulla sincerità dell'autore; a questo punto ho capito che la credibilità di Stewart A. Swerdlow è fortemente penalizzata dall'uso di uno stile narrativo alquanto inadeguato; la scrittura, infatti, è frammentaria e, di quando in quando, piuttosto elementare; i contenuti sono esposti in maniera disordinata, talvolta ripetitiva; avviene, inoltre, che alcune affermazioni sembrino contraddette da altre, perché capita che Swerdlow (S.) si dimentichi di fornire talune informazioni che poi s'incontrano nei capitoli successivi. Purtuttavia, in taluni passaggi, egli dimostra una sorprendente profondità di pensiero, in netta contraddizione con la svagata superficialità di altri momenti narrativi. Tutto questo tenderebbe a rendere il racconto poco credibile se non fosse, invece, per come la vedo io, l'unica prova della sua sincerità: chiunque voglia rendere accettabile una storia inventata cercherà di esporla in maniera fluida, coerente e credibile e, se non è capace di scrivere in tal modo, si premurerà di sottoporre la bozza alla revisione stilistica di un professionista. È chiaro che S. non è uno scrittore professionista, ma una persona che, nell'urgenza di divulgare ciò che sa e di renderlo credibile, butta giù una valanga di informazioni, condendole di tanto in tanto con notizie di cronaca a sostegno di quanto va affermando; purtroppo questo è un modo piuttosto ingenuo di procedere e, oltretutto, S. tende spesso a 'sputtanarsi' citando semplicistiche teorie correnti su vari argomenti dibattuti in ambienti dietrologici. Ma, dopotutto, il nostro sembra non avere pretese di saggista, tanto è vero che, sotto al titolo del libro, troviamo l'inciso: a personal story, una storia personale.


Insomma è mia opinione che egli sia in buona fede; rimane da stabilire se le sue fonti lo siano. Egli afferma, infatti, che durante la sua lunga permanenza all'interno della base segreta di Montauk Point gli sia stata tranquillamente rivelata la vera storia dell'umanità ben sapendo che, qualora egli avesse parlato, a credergli sarebbe stato solo uno sparuto gruppo di superdietrologi. Inoltre rivelazioni analoghe sono state fatte di tanto in tanto da esponenti dell'intelligence e da un altro sopravvissuto agli esperimenti di Montauk. E quindi, a che pro raccontare una serie di balle a dei poveracci tenuti in stato di semi schiavitù con una scarsa prospettiva di sopravvivenza? Non ho una risposta certa per tale domanda, ho però chiara la ragione per cui noi, povera umanità ridotta a gregge, non dobbiamo sapere: perché se divenissimo consapevoli della grande storia da cui proveniamo a livello galattico, diventeremmo di certo più riottosi al controllo, ma soprattutto perché verrebbe svelata la lunga trama di intrighi che, negli ultimi 10.000 anni, ci ha sottomesso ad una dominazione occulta orchestrata da una razza che si sta prendendo la sua rivincita sull'umanità; e anche perché vi è il fondato sospetto che ciò che avviene su questo pianeta sia parte di un progetto di più vasto respiro avente importanti risvolti a livello galattico (come si capirà leggendo il testo e le note a commento). Quindi, quando l'uomo della strada si chiede perché questi alieni non si fanno vedere, non sa proprio di cosa si parla!


Entrando poi nel merito delle affermazioni di S., mi sono reso conto che molti dei fatti narrati sono simili a quelli esposti da altri autori, solo che lui vi aggiunge dettagli e pignole precisazioni, nonché nomi di pianeti di altri sistemi stellari e caratteristiche peculiari dei loro abitanti umani, con una sicumera che lascia perplessi e che fa ritenere che non stia costruendo una storia solo sulla base di un collage di narrazioni altrui, tanto più che innumerevoli passaggi, argomentazioni e sequenze logiche sono del tutto inediti (come la costante e invadente presenza nella storia umana degli abitanti del sistema stellare di Sirio A, a cui accenna anche l'altro rivelatore di Montauk). Ad esempio, la questione dell'apparizione nella costellazione della Lira della prima forma di umanità che successivamente (solo 4 miliardi di anni dopo...) avrebbe colonizzato, tra le altre centinaia di pianeti, prima Marte e poi la Terra (circa 300 milioni di anni fa'), è molto simile a quella riportata dal famoso contattista svizzero Eduard (Billy) Meyer che l'avrebbe appresa da abitanti delle Pleiadi operanti sul nostro pianeta (anch'essi umani di origine lirana e sui quali S. fa alcune precisazioni…); c'è poi la questione del pianeta Venere che, pur tanto vicino alla terra, non venne preso in considerazione dai 'Sumeri' nelle loro accuratissime carte del cielo, che però includono il quinto pianeta distrutto, Maldek (tutte intriganti informazioni neanche citate da S.); la ragione di tali anomalie viene esposta dallo scrittore russo Immanuel Velikowskij nel libro “Mondi In Collisione”, in maniera simile a come la racconta S. ma con presupposti, finalità e una collocazione temporale del tutto diverse; c'è anche la questione dei cosiddetti “Anunnaki” (ampiamente trattata dallo studioso e traduttore delle famose 4000 'tavolette sumere' rinvenute in Iraq alla fine del XIX secolo, Zacharia Sitchin) che viene presa in considerazione da S. ma all'interno di un quadro narrativo del tutto diverso. E vengono anche trattati tanti altri argomenti, per noi carichi di mistero, relativi ai Maya Galattici in Centro America, alle “guerre degli dei” in India e in Medio Oriente, alle piramidi egizie con la Sfinge, alle ipotesi sui continenti perduti di Atlantide e Lemuria; si parla dello Yeti, della terra cava, degli Etruschi, dei Celti, degli Ebrei; si spiegano le vere origini del Cristianesimo, si chiariscono le ragioni della comparsa e scomparsa dei dinosauri nonché delle origini delle specie addomesticate, della diversità somatica dei vari popoli… più innumerevoli altre questioni irrisolte; tutti questi misteri su cui da secoli eserciti di studiosi si rompono la testa alla ricerca di una spiegazione accettabile, divengono, nel racconto di S., parte di una narrazione logica dove non vi è spazio per l'ignoto e la meraviglia, perché trattasi semplicemente di raccontare la vera storia dell'umanità in cui tutto è chiaro e lineare e trova le sue ragioni ultime nella Necessità che le cose seguano il loro corso, perché esistono mondi spirituali che muovono gli eventi del mondo materiale per ovvie ragioni che fanno capo all'”arricchimento esperienziale del Pensiero Divino” (e pure in questo si trova parzialmente in accordo con qualcuno, nel caso con il fondatore dell'Antroposofia, Rudolph Steiner). Insomma, leggendo quel che S. ha da dire, ogni enigma è svelato, ogni dubbio dissolto!


Quindi, per rendere più fruibile e chiara questa lettura comunque interessante, mi sono trovato nella necessità di tradurre riscrivendo e per tale ragione ho dovuto introdurre aggiunte esplicative tratte da affermazioni precedenti di S. o da deduzioni logiche, ordinare talvolta la sequenza dei paragrafi in maniera diversa per ovviare alla discontinuità caotica del discorso, eliminare alcune affermazioni ripetitive, superflue o troppo superficiali e rendere più fluido il discorso raggruppando paragrafi e frasi troppo brevi. In nota, infine, ho aggiunto precisazioni su alcune questioni a me già note arricchendole con notizie storiche o di cronaca.


Vi sono anche talune mie riflessioni sui contenuti del libro espresse come se tutto quanto affermato da S. fosse assolutamente reale; questo perché, se si vuole mettere alla prova il funzionamento di una tesi, occorre ragionare su quell'assunto senza preconcetti e portare il risultato fino alle sue estreme conseguenze, per poi verificare se il frutto di tale ragionamento sia in grado di meglio spiegare ciò che oggi vediamo accadere nella nostra realtà.


Tutto questo è stato fatto nel rispetto dei contenuti dell'opera che non sono stati modificati nella sostanza ma solo nella forma.


E quindi, allacciatevi il paracadute e... buona lettura!


Gherardo Gherardi


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